gennaio 22, 2008 a 1:15 pm
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Operaio
Incidente mortale sul lavoro ieri sera intorno alle 20 all’interno della Lam di San Giovanni in Marignano, nel Riminese, azienda produttrice di porte e finestre in metallo. E’morto un operaio di 41 anni di Morciano, Massimiliano Guazzolini, sposato e con due figli.
Dai primi accertamenti sembra che l’uomo sia finito tra un carrello trasportatore e il bancone di una macchina punzonatrice per la lavorazione delle lamiere, e sia rimasto schiacciato a livello della cassa toracica.
Ragusa
Giuseppe Corallo, 74 anni, e’ morto all’interno di una cava a Ragusa mentre un escavatore stava eseguendo dei lavori; forse il mezzo ha spostato alcuni massi che sono caduti sull’uomo. Indagini sono in corso per accertare se la vittima, considerato l’eta’, fosse un dipendente della societa’ o si trovasse all’interno della cava per altri motivi.
Schio
E’ originario del Burkina Faso l’operaio morto stamane in una fonderia a Castelgombeto. Si tratta di Philemon Kouda, 21 anni, da tempo residente a Schio (Vicenza). Il giovane, secondo quanto si e’ appreso, aveva il compito stamane di pulire il nastro trasportatore di uno dei macchinari dell’azienda dai residui della lavorazione ma, per cause in corso di accertamento, e’ rimasto incastrato con un braccio agli ingranaggi. L’operaio, trascinato dall’ingranaggio, avrebbe anche sbattuto violentemente contro un fianco della macchina riportando un forte trauma toracico.
Alto Adige
Un operaio e’ rimasto ferito in un incidente sul lavoro avvenuto a Vezzano, nei pressi di Silandro. Secondo quanto si e’ saputo dai Carabinieri, l’uomo e’ caduto in un cantiere edile riportando serie lesioni.
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gennaio 9, 2008 a 12:59 am
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Santa Clara (USA) – In occasione del CES 2008, Intel ha presentato un nuovo disco a stato solido (SSD), lo Z-P140, progettato per i computer mobili più compatti e leggeri, come i Mobile Internet Device (MID) e gli Ultra Mobile PC. A differenza dell’SSD Z-U160, introdotto sul mercato lo scorso marzo e basato su di un’interfaccia interna USB, lo Z-P140 utilizza l’interfaccia Parallel ATA (PATA).
PATA o USB che siano, tutti i dischi flash prodotti fino a questo momento da Intel sono progettati per essere integrati direttamente sulla scheda madre del dispositivo ospite: ciò li rende una soluzione alternativa e per certi versi complementare agli SSD tradizionali, che possono invece essere collegati allo stesso connettore PATA o SATA degli hard disk magnetici.
Lo Z-P140 è disponibile in tagli da 2 o 4 GB, ma i produttori possono collegarne fra loro fino a quattro unità in modo da ottenere una capienza complessiva di 8 o 16 GB. Ciascun disco flash è poco più grande di una scheda microSD (12 x 18 x 1,8 mm) e pesa 0,6 grammi, ossia 75 volte meno di un tipico hard disk da 1,8 pollici. La velocità massima di lettura è di 40 MB/s, mentre quella in scrittura è di 30 MB/s. Il consumo energetico è invece di 300 mW in funzione e 1,1 mW a riposo.
Come si è detto, lo Z-P140 è un SSD pensato per l’impiego nei computer ultramobili, e non è adatto per rimpiazzare gli hard disk dei notebook. Questo compito sarà riservato da Intel ad una futura generazione di SSD da 1,8 e 2,5 pollici con interfaccia SATA prevista per la metà del 2008. Tali dispositivi flash si porranno in diretta rivalità con quelli oggi venduti da aziende come SanDisk, Samsung, Micron e SuperTalent, e potrebbero essere distribuiti anche sul mercato al dettaglio.I nuovi dischi a stato solido PATA di Intel saranno supportati dalla futura piattaforma mobile, che dovrebbe debuttare nel corso di quest’anno con il nome commerciale Ultra Mobile Platform 2008.
Di seguito si riportano le specifiche tecniche dello Z-P140 così come pubblicate da Intel su una propria brochure.

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gennaio 4, 2008 a 12:59 pm
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Mombasa, Kenya – Le comunicazioni del Kenya Tourism Federation
(WAPA) – Il Kenya Tourism Federation, Ente nazionale del turismo keniota, comunica che in merito al trasporto aereo non ci sono state sospensioni di voli, e tutte le compagnie aeree stanno operando normalmente all’aeroporto di Mombasa così come a Nairobi.
“C’è una forte presenza di polizia lungo le strade principali di Nairobi tra gli aeroporti e gli hotel cittadini, e le autostrade -riporta una nota- e il traffico continua senza problemi su tali direttive. I safari verso i principali parchi continuano ad operare normalmente sia per via aerea che via terra”
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gennaio 4, 2008 a 12:58 pm
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Raddoppio della crescita per Barceló. La catena alberghiera ha acquisito nel 2007 un totale di 45 nuove strutture, raggiungendo i 162 alberghi e 42.173 camere in 15 Paesi, ovvero un incremento di circa il 100% in più rispetto a quanto registrato nel 2006. La compagnia spagnola ha così superato le previsioni del suo piano strategico 2005-2010, che aveva fissato a 150 gli alberghi complessivi nel 2007. “Questo ci permetterà di raggiungere facilmente l’obiettivo di 200 alberghi per il 2010″ fa sapere l’azienda in una nota. Nel dettaglio, l’anno scorso Barceló aprì in città come Huelva, Murcia e nelle Asturie in Spagna. Fuori dal principale mercato ha acquisito strutture in Repubblica Dominicana, Messico, Tunisia e Turchia
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dicembre 27, 2007 a 12:33 am
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(AGM-DS) – 23/12/2007 17.56.30 – (AGM-DS) – Milano, 23 dicembre – Claudio Ranieri applaude la squadra dopo il successo per 2-0 sul Siena. `Noi puntiamo allo scudetto, e` dal ritiro che lo dico ma ho sempre detto anche che solo l’Inter lo puo` perdere e non penso succedera` – ha dichiarato il tecnico della Juventus – La nostra era una partita difficile perche` il Siena e` una squadra ben messa in campo, che quando puo` mette subito la palla in area di rigore. I miei sono stati pazienti e laboriosi, sono contento sia della prestazione sia della vittoria`. Su Tiago: `Io ho sempre detto di avere un buon gruppo. Oggi mi e` sembrato giusto giocare con Tiago, che ha fatto un’ottima partita. Non aveva i 90’ nelle gambe. Ho voluto riproporre Almiron che aspetto a braccia aperte, ha grandi qualita`. Piano piano tutti stanno facendo bene. Se qualcuno vuole andare via non posso trattenerlo, ma il gruppo e` unito e io non mando via nessuno`.
Sul mercato di gennaio: `I giornali dicono che ne compriamo uno al giorno. Ora c’e` Van der Vaart, che e` bravissimo, pero` se mi chiedete se Kaka` e` un gran giocatore io vi dico che e` un grande. Ma non per questo li compriamo tutti`.
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dicembre 21, 2007 a 9:55 pm
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Ci sono consigli e consigli. Soprattutto quando c’è da mettersi in viaggio per le vacanze: si possono dare i soliti consigli istituzionali, generici e “scontati” (e lo si fa spesso) oppure se ne possono dare di più mirati, facendo attenzione a dettagli spesso trascurati. Per gli spostamenti di questa fine d’anno, cerchiamo proprio di dare dieci consigli mirati.
1.Sembra banale raccomandare di moderare la velocità. E invece, di questi tempi, c’è un motivo in più: si chiama “vetrone”, è una lastra di ghiaccio che talvolta si può formare all’improvviso anche quando sta solo piovendo (basta che l’asfalto sia molto freddo) ed è del
tutto imprevedibile. Andare più piano consente di avvistarlo per tempo e rallentare di conseguenza (va affrontato a passo d’uomo). Attenzione: per poterlo vedere con sufficiente anticipo è bene tenere una distanza di sicurezza più che adeguata, altrimenti si viene coperti dal veicolo che precede.
2.Altro motivo per rallentare, la larghezza delle gomme, che aumenta sempre più sulle auto nuove. Tenete presente che, in caso di pioggia e a parità di tutte le altre condizioni, aumenta il rischio di aquaplaning. Quindi, non sentitevi sminuiti se vi sorpassa una vecchia utilitaria: corre di più semplicemente perché ha le gomme più strette.
3.A parte tutto, ricordate che in caso di precipitazioni di qualsiasi tipo, alcuni limiti di velocità generali si abbassano per legge: in autostrada si passa da 130 a 110 e sulle strade extraurbane principali (le superstrade a doppia carreggiata segnalate agli ingressi da cartelli uguali a quelli di “inizio autostrada”, ma su fondo blu) da 110 a 90. Quando la visibilità scende sotto i 100 metri, non è consentito superare i 50 all’ora; su qualsiasi strada.
4.“Tanto nessuno controlla”. Certo, in Italia le pattuglie sono poche e col maltempo è difficile far funzionare bene i rilevatori di velocità (soprattutto le
macchine fotografiche e le telecamere che documentano le infrazioni rilevate). Ma l’impunità non è affatto garantita. Tanto più col Tutor, le cui telecamere sono sospese su ogni corsia, quindi sono più vicine ai veicoli da riprendere. E, se siete esperti e sapete che il Tutor non si può usare col maltempo perché deve vigilare su tratti dove il limite di velocità non cambia mai (mentre con precipitazioni o scarsa visibilità scende localmente, guardate il punto precedente), non illudetevi: il sistema non rileva solo le velocità medie, quindi può essere usato anche per misurare quelle di transito in un determinato punto, esattamente come tutti gli altri apparecchi.
5.Se non lo avete ancora letto da altre parti, ricordatevi che in caso di neve o ghiaccio avere la trazione integrale (su una Suv o un’auto più “normale”, non importa) non serve a molto se non ci sono anche le gomme invernali. Soprattutto in frenata. E attenzione: per essere a posto con la legge quando c’è l’obbligo di catene, basta avere gomme siglate M+S (“mud and snow”, fango e neve), ma in questa categoria ci sono anche pneumatici più adatti al fuoristrada nel deserto. Per essere sicuri di avere le gomme giuste, guardate se sul loro fianco c’è un simbolino con un cristallo di neve o se nel loro nome c’è una parola evocativa (per esempio, “winter”, cioè inverno). In situazioni davvero estreme (neve profonda con pendenze praticamente da fuoristrada), non se ne esce nemmeno con le gomme invernali e ci vogliono comunque le catene.
6.Altro caso di pericolo “a norma di legge” riguarda l’altezza residua del battistrada delle gomme: il Codice della strada si “accontenta” di 1,6 millimetri, ma per essere sicuri di non incorrere facilmente nell’aquaplaning in caso di pioggia dovete avere almeno 3 millimetri (4 con le gomme invernali).
7.Quando piove, prima di iniziare qualsiasi manovra (per esempio, un sorpasso o una svolta a sinistra), cercate di essere certi che le strisce segnaletiche per terra lo consentano. Spesso col maltempo diventano poco visibili. Nel dubbio, desistete. Anche perché oltre alle strisce non si vedono neanche le buche (che proprio con freddo, neve e pioggia si formanopiù di frequente). Infine, non è detto che tutti siano così prudenti, per cui potreste trovarveli addosso…
8.Col freddo, molti cadono ancora nella tentazione di “scaldarsi” bevendo alcolici. Ovviamente, se poi dovete guidare, non fatelo. Anche perché dopo un po’ la sensazione di caldo lascia spazio a un freddo ancora più intenso.
9.Tempo di brindisi. Se siete coscienziosi, vi fate anche i conti e dite: “Massì, bevo: tanto poi devo mettermi a guidare tra un paio d’ore e ho il tempo per smaltire”. Sbagliato: la concentrazione nel sangue dell’alcol bevuto (da cui dipendono gli effetti sulla guida e il responso di eventuali controlli cui possono sottoporvi) raggiunge il massimo proprio a due ore dall’assunzione e solo dopo comincia a scndere, peraltro molto lentamente. Per tornare a “concentrazione zero”, occorrono circa 12 ore.
Se non avete le gomme invernali, ricordatevi che ormai quelle tradizionali sono progettate per dare il meglio solo a temperature superiori a sette gradi. Sommate questo al fatto che durante le vacanze si viaggia carichi e capirete che la vostra auto non è più la stessa che siete abituati a guidare nel tragitto casa-ufficio. Anche se prima di partire l’avete fatta preparare dal meccanico e dal gommista. Quindi, pensateci due volte prima di mettervi in situazioni “impegnative” che richiedono reazioni rapide vostre e dell’auto (per esempio, il sorpasso in curva di un veicolo che temete possa tagliarvi la strada).
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dicembre 21, 2007 a 9:52 pm
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Un disegno del prototipo Blue Car della Bolloré dal quale deriverà dal punto di vista meccanico l’auto elettrica Pininfarina
E’ ufficiale: torna l’auto elettrica. E torna dalla porta principale, grazie ad un maxi accordo (società paritaria e 150 milioni di investimento) fra il colosso francese Bollorè e la Pininfarina.
La macchina non sarà infatti una “golf car” né una “vetturetta” per 14enni ma una vera berlina, con tanto di nobile marchio Pininfarina sul cofano. Avrà quattro posti e avrà un’autonomia di 250 km su percorsi urbani, quelli più difficili, perché pieni di accelerazioni e frenate.
Il segreto di questa super auto elettrica (che non ha altri motori, quindi è una pura Zero Emission Vehicle) sta tutto nel suo cuore fatto di rivoluzionarie batterie Lithium Metal Polymere sviluppate proprio dal Gruppo Bollorè.
Al gruppo francese hanno lavorato 15 anni per realizzarla e per questo hanno creato specifiche fabbriche in Gran Bretagna (Erguè-Gaberic) e nel Canada (Montreal): il risultato è quello di disporre di una densità di energia elevata e di una durata di vita importante che permette ad un veicolo equipaggiato di percorrere più di 200.000 km.
La tecnologia Lithium Metal Polymere è una tecnologia “solida”. Non necessita infatti di alcun liquido, cosa che evita ogni fenomeno di fuoriuscita che possa causare surriscaldamenti e incendi. La stabilità dei materiali contribuisce alla sicurezza della batteria con temperature di auto-infiammazione superiore a 200 gradi centigradi e senza alcuna possibilità di esplosione.
“La grande capacità della nuova batteria permetterà all’auto elettrica – spiegano alla Pininfarina – di avere una partenza molto rapida (4,9 secondi per raggiungere i 50 km/h), di sorpassare in tutta sicurezza ogni veicolo grazie alle sue accelerazioni e di raggiungere la velocità massima di 130 km/h. Questa vettura è, inoltre, interamente automatica. L’auto può essere ricaricata su qualunque presa elettrica utilizzata per le abitazioni. I tempi di carica per rifare un pieno completo sono di circa 5 ore, ma con soli 5 minuti di ricarica la vettura può percorrere 25 km. Esiste già un certo numero di prese di ricarica elettrica situate nelle vie delle grandi città del mondo, ma con lo sviluppo delle vendite, le municipalità, le stazioni di servizio e i parcheggi se ne equipaggeranno”.
Il prototipo Pininfarina Nido del 2004
Ma come sarà e, soprattutto, quando arriverà tanta meraviglia? Alla prima domanda è difficile rispondere perché tutto è avvolto dal più totale segreto. Di certo la vetturetta sarà molto simile come volumi – la meccanica è la stessa – alla Blue Car della Bolloré che illustriamo in queste pagine, ma non mancheranno ovviamente ispirazioni stilistiche alla Nido, la concept car che Pininfarina presentò nel 2004.
Alla seconda domanda, sulla data di commercializzazione, è più facile rispondere: non prima di due anni e mezzo, anche se sarà venduta contemporaneamente in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, ma il prezzo è tutto da definire, anche se le prime indiscrezioni parlano di circa 20 mila euro con una stima produttiva di 15.000 vetture all’anno. Gli ambientalisti sono già in festa.
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dicembre 15, 2007 a 11:29 pm
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Il collezionismo d’arte, cioè l’abitudine (di origine antica) di famiglie e soggetti privati di raccogliere opere d’arte, è strettamente connesso a motivazioni culturali ed estetiche, al fenomeno del mecenatismo ed al mercato dell’arte. Alcune delle più ricche collezioni del passato sono andate a costituire il nucleo originario di un museo.
Storia
Il collezionismo, fiorente durante l’antichità greco-romana, decadde nel medioevo in quanto strettamente legato alla valutazione dell’opera d’arte: la Chiesa tendeva infatti a reprimere e condannare ogni forma di ostentazione di lusso e ricchezza. Alle raccolte di tesori conservate nelle chiese e nelle abbazie medievali non veniva attribuito valore storico o estetico, ma puramente strumentale (avevano il solo fine di avvicinare i fedeli alla sfera spirituale); lo stesso va detto per per i reperti classici verso cui mostrarono interesse numerosi sovrani (Carlo Magno, Federico II, i papi), che dovevano solo sottolineare il loro ruolo di eredi del potere imperiale.
Il valore storico e documentario dell’opera d’arte tornò ad essere ben compreso solo con Petrarca (1304 – 1374): grande raccoglitore di monete antiche (in gran parte poi donate all’imperatore Carlo IV di Boemia), l’umanista vedeva nei ritratti degli antichi su di esse effigiati dei sussidi insostituibili per la ricostruzione delle fattezze dei personaggi del mondo classico e degli incitamenti ad imitarne le vitù.
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dicembre 15, 2007 a 11:24 pm
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Ora, a minacciare la quiete degli italiani, o almeno di quelli che possono o devono spostarsi durante le feste, c’è anche il rischio di una paralisi totale del traffico aereo proprio sotto Natale: “una reazione durissima” citiamo testualmente, “che non avrà il tempo di rispettare forme, discipline e garanzie di sorta”. È la minaccia che giunge dai sindacati dei dipendenti Alitalia che vogliono essere immediatamente coinvolti nella valutazione dei due piani industriali, quello di Air France e quello di Air One. Tensione alle stelle, come ci confermano dal sindacato dei piloti. Il rischio insomma di una protesta incontrollata c’è, e risiede soprattutto nella base del personale di terra che se bloccasse il lavoro su Roma e Milano riuscirebbe di fatto a paralizzare il traffico anche di altre compagnie. Ma per Alitalia quella odierna è già una giornata campale: in mattinata vengono diffusi i valori ufficiosi delle offerte (riguardano il complessivo investimento e non le quotazioni azionarie): un solo centesimo di euro per azione da parte di Air One, 35 centesimi da Air France, in borsa la compagnia aveva aperto a 86 centesimi. Numeri che verranno smentiti, parzialmente, dalla stessa Alitalia, ma per il titolo è un tracollo, alle 11:00 viene sospeso per eccesso di ribasso, per poi venire riammesso nel pomeriggio e chiudere con una perdita del 13%, a 75 centesimi. La partita, comunque, è ancora lunga: dalla Francia è lo stesso presidente Sarkozy a far sapere che affronterà nuovamente il nodo Alitalia con Prodi, la prossima settimana a Roma.
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dicembre 15, 2007 a 11:23 pm
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I prezzi sono aumentati dal 10 al 20%, secondo l’allarme delle associazioni di consumatori. E se per la Confcommercio non è corretto parlare di rincari selvaggi, lanciando un allarme ingiustificato, secondo il Codacons, che ha fatto un po’ di conti dopo lo sciopero dei tir, ci sarebbero stati rincari anche del 30%. Ogni famiglia per fare la spesa avrebbe speso 20 euro in più. Meglio andare nei mercati rionali, dove si compra ancora bene. E più che la frutta sono le verdure a subire gli aumenti più consistenti. Piccole aumenti, che creano però difficoltà agli anziani che vivono con la pensione minima. Anche il presidente Prodi ieri ha stigmatizzato l’aumento selvaggio: “Se i prezzi aumentano del 30% per due giorni di stop autostradale, vuol dire che si è perso il senso della realtà” aveva detto da Bruxelles. E Coldiretti teme una nuova impennata, dovuta all’ondata di maltempo e gelo.
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