Archivio per Dicembre, 2007

Juventus: Ranieri `Contento della prestazione`

(AGM-DS) – 23/12/2007 17.56.30(AGM-DS) – Milano, 23 dicembre – Claudio Ranieri applaude la squadra dopo il successo per 2-0 sul Siena. `Noi puntiamo allo scudetto, e` dal ritiro che lo dico ma ho sempre detto anche che solo l’Inter lo puo` perdere e non penso succedera` – ha dichiarato il tecnico della Juventus – La nostra era una partita difficile perche` il Siena e` una squadra ben messa in campo, che quando puo` mette subito la palla in area di rigore. I miei sono stati pazienti e laboriosi, sono contento sia della prestazione sia della vittoria`. Su Tiago: `Io ho sempre detto di avere un buon gruppo. Oggi mi e` sembrato giusto giocare con Tiago, che ha fatto un’ottima partita. Non aveva i 90’ nelle gambe. Ho voluto riproporre Almiron che aspetto a braccia aperte, ha grandi qualita`. Piano piano tutti stanno facendo bene. Se qualcuno vuole andare via non posso trattenerlo, ma il gruppo e` unito e io non mando via nessuno`.

Sul mercato di gennaio: `I giornali dicono che ne compriamo uno al giorno. Ora c’e` Van der Vaart, che e` bravissimo, pero` se mi chiedete se Kaka` e` un gran giocatore io vi dico che e` un grande. Ma non per questo li compriamo tutti`.

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Vacanze sulla neve in auto: le regole per viaggiare sicuri viaggiare sicuri

Ci sono consigli e consigli. Soprattutto quando c’è da mettersi in viaggio per le vacanze: si possono dare i soliti consigli istituzionali, generici e “scontati” (e lo si fa spesso) oppure se ne possono dare di più mirati, facendo attenzione a dettagli spesso trascurati. Per gli spostamenti di questa fine d’anno, cerchiamo proprio di dare dieci consigli mirati.

1.Sembra banale raccomandare di moderare la velocità. E invece, di questi tempi, c’è un motivo in più: si chiama “vetrone”, è una lastra di ghiaccio che talvolta si può formare all’improvviso anche quando sta solo piovendo (basta che l’asfalto sia molto freddo) ed è del tutto imprevedibile. Andare più piano consente di avvistarlo per tempo e rallentare di conseguenza (va affrontato a passo d’uomo). Attenzione: per poterlo vedere con sufficiente anticipo è bene tenere una distanza di sicurezza più che adeguata, altrimenti si viene coperti dal veicolo che precede.

2.Altro motivo per rallentare, la larghezza delle gomme, che aumenta sempre più sulle auto nuove. Tenete presente che, in caso di pioggia e a parità di tutte le altre condizioni, aumenta il rischio di aquaplaning. Quindi, non sentitevi sminuiti se vi sorpassa una vecchia utilitaria: corre di più semplicemente perché ha le gomme più strette.
3.A parte tutto, ricordate che in caso di precipitazioni di qualsiasi tipo, alcuni limiti di velocità generali si abbassano per legge: in autostrada si passa da 130 a 110 e sulle strade extraurbane principali (le superstrade a doppia carreggiata segnalate agli ingressi da cartelli uguali a quelli di “inizio autostrada”, ma su fondo blu) da 110 a 90. Quando la visibilità scende sotto i 100 metri, non è consentito superare i 50 all’ora; su qualsiasi strada.

4.“Tanto nessuno controlla”. Certo, in Italia le pattuglie sono poche e col maltempo è difficile far funzionare bene i rilevatori di velocità (soprattutto le macchine fotografiche e le telecamere che documentano le infrazioni rilevate). Ma l’impunità non è affatto garantita. Tanto più col Tutor, le cui telecamere sono sospese su ogni corsia, quindi sono più vicine ai veicoli da riprendere. E, se siete esperti e sapete che il Tutor non si può usare col maltempo perché deve vigilare su tratti dove il limite di velocità non cambia mai (mentre con precipitazioni o scarsa visibilità scende localmente, guardate il punto precedente), non illudetevi: il sistema non rileva solo le velocità medie, quindi può essere usato anche per misurare quelle di transito in un determinato punto, esattamente come tutti gli altri apparecchi.

5.Se non lo avete ancora letto da altre parti, ricordatevi che in caso di neve o ghiaccio avere la trazione integrale (su una Suv o un’auto più “normale”, non importa) non serve a molto se non ci sono anche le gomme invernali. Soprattutto in frenata. E attenzione: per essere a posto con la legge quando c’è l’obbligo di catene, basta avere gomme siglate M+S (“mud and snow”, fango e neve), ma in questa categoria ci sono anche pneumatici più adatti al fuoristrada nel deserto. Per essere sicuri di avere le gomme giuste, guardate se sul loro fianco c’è un simbolino con un cristallo di neve o se nel loro nome c’è una parola evocativa (per esempio, “winter”, cioè inverno). In situazioni davvero estreme (neve profonda con pendenze praticamente da fuoristrada), non se ne esce nemmeno con le gomme invernali e ci vogliono comunque le catene.

6.Altro caso di pericolo “a norma di legge” riguarda l’altezza residua del battistrada delle gomme: il Codice della strada si “accontenta” di 1,6 millimetri, ma per essere sicuri di non incorrere facilmente nell’aquaplaning in caso di pioggia dovete avere almeno 3 millimetri (4 con le gomme invernali).

7.Quando piove, prima di iniziare qualsiasi manovra (per esempio, un sorpasso o una svolta a sinistra), cercate di essere certi che le strisce segnaletiche per terra lo consentano. Spesso col maltempo diventano poco visibili. Nel dubbio, desistete. Anche perché oltre alle strisce non si vedono neanche le buche (che proprio con freddo, neve e pioggia si formanopiù di frequente). Infine, non è detto che tutti siano così prudenti, per cui potreste trovarveli addosso…

8.Col freddo, molti cadono ancora nella tentazione di “scaldarsi” bevendo alcolici. Ovviamente, se poi dovete guidare, non fatelo. Anche perché dopo un po’ la sensazione di caldo lascia spazio a un freddo ancora più intenso.

9.Tempo di brindisi. Se siete coscienziosi, vi fate anche i conti e dite: “Massì, bevo: tanto poi devo mettermi a guidare tra un paio d’ore e ho il tempo per smaltire”. Sbagliato: la concentrazione nel sangue dell’alcol bevuto (da cui dipendono gli effetti sulla guida e il responso di eventuali controlli cui possono sottoporvi) raggiunge il massimo proprio a due ore dall’assunzione e solo dopo comincia a scndere, peraltro molto lentamente. Per tornare a “concentrazione zero”, occorrono circa 12 ore.
Se non avete le gomme invernali, ricordatevi che ormai quelle tradizionali sono progettate per dare il meglio solo a temperature superiori a sette gradi. Sommate questo al fatto che durante le vacanze si viaggia carichi e capirete che la vostra auto non è più la stessa che siete abituati a guidare nel tragitto casa-ufficio. Anche se prima di partire l’avete fatta preparare dal meccanico e dal gommista. Quindi, pensateci due volte prima di mettervi in situazioni “impegnative” che richiedono reazioni rapide vostre e dell’auto (per esempio, il sorpasso in curva di un veicolo che temete possa tagliarvi la strada).

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Ecco l’auto elettrica Pininfarina Nascerà a Torino con la Bolloré

Un disegno del prototipo Blue Car della Bolloré dal quale deriverà dal punto di vista meccanico l’auto elettrica Pininfarina

E’ ufficiale: torna l’auto elettrica. E torna dalla porta principale, grazie ad un maxi accordo (società paritaria e 150 milioni di investimento) fra il colosso francese Bollorè e la Pininfarina.

La macchina non sarà infatti una “golf car” né una “vetturetta” per 14enni ma una vera berlina, con tanto di nobile marchio Pininfarina sul cofano. Avrà quattro posti e avrà un’autonomia di 250 km su percorsi urbani, quelli più difficili, perché pieni di accelerazioni e frenate.

Il segreto di questa super auto elettrica (che non ha altri motori, quindi è una pura Zero Emission Vehicle) sta tutto nel suo cuore fatto di rivoluzionarie batterie Lithium Metal Polymere sviluppate proprio dal Gruppo Bollorè.


Al gruppo francese hanno lavorato 15 anni per realizzarla e per questo hanno creato specifiche fabbriche in Gran Bretagna (Erguè-Gaberic) e nel Canada (Montreal): il risultato è quello di disporre di una densità di energia elevata e di una durata di vita importante che permette ad un veicolo equipaggiato di percorrere più di 200.000 km.

La tecnologia Lithium Metal Polymere è una tecnologia “solida”. Non necessita infatti di alcun liquido, cosa che evita ogni fenomeno di fuoriuscita che possa causare surriscaldamenti e incendi. La stabilità dei materiali contribuisce alla sicurezza della batteria con temperature di auto-infiammazione superiore a 200 gradi centigradi e senza alcuna possibilità di esplosione.

“La grande capacità della nuova batteria permetterà all’auto elettrica – spiegano alla Pininfarina – di avere una partenza molto rapida (4,9 secondi per raggiungere i 50 km/h), di sorpassare in tutta sicurezza ogni veicolo grazie alle sue accelerazioni e di raggiungere la velocità massima di 130 km/h. Questa vettura è, inoltre, interamente automatica. L’auto può essere ricaricata su qualunque presa elettrica utilizzata per le abitazioni. I tempi di carica per rifare un pieno completo sono di circa 5 ore, ma con soli 5 minuti di ricarica la vettura può percorrere 25 km. Esiste già un certo numero di prese di ricarica elettrica situate nelle vie delle grandi città del mondo, ma con lo sviluppo delle vendite, le municipalità, le stazioni di servizio e i parcheggi se ne equipaggeranno”.

 Il prototipo Pininfarina Nido del 2004

Ma come sarà e, soprattutto, quando arriverà tanta meraviglia? Alla prima domanda è difficile rispondere perché tutto è avvolto dal più totale segreto. Di certo la vetturetta sarà molto simile come volumi – la meccanica è la stessa – alla Blue Car della Bolloré che illustriamo in queste pagine, ma non mancheranno ovviamente ispirazioni stilistiche alla Nido, la concept car che Pininfarina presentò nel 2004.

Alla seconda domanda, sulla data di commercializzazione, è più facile rispondere: non prima di due anni e mezzo, anche se sarà venduta contemporaneamente in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, ma il prezzo è tutto da definire, anche se le prime indiscrezioni parlano di circa 20 mila euro con una stima produttiva di 15.000 vetture all’anno. Gli ambientalisti sono già in festa.

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Collezionismo d’arte

Il collezionismo d’arte, cioè l’abitudine (di origine antica) di famiglie e soggetti privati di raccogliere opere d’arte, è strettamente connesso a motivazioni culturali ed estetiche, al fenomeno del mecenatismo ed al mercato dell’arte. Alcune delle più ricche collezioni del passato sono andate a costituire il nucleo originario di un museo.

Storia

Il collezionismo, fiorente durante l’antichità greco-romana, decadde nel medioevo in quanto strettamente legato alla valutazione dell’opera d’arte: la Chiesa tendeva infatti a reprimere e condannare ogni forma di ostentazione di lusso e ricchezza. Alle raccolte di tesori conservate nelle chiese e nelle abbazie medievali non veniva attribuito valore storico o estetico, ma puramente strumentale (avevano il solo fine di avvicinare i fedeli alla sfera spirituale); lo stesso va detto per per i reperti classici verso cui mostrarono interesse numerosi sovrani (Carlo Magno, Federico II, i papi), che dovevano solo sottolineare il loro ruolo di eredi del potere imperiale.

Il valore storico e documentario dell’opera d’arte tornò ad essere ben compreso solo con Petrarca (13041374): grande raccoglitore di monete antiche (in gran parte poi donate all’imperatore Carlo IV di Boemia), l’umanista vedeva nei ritratti degli antichi su di esse effigiati dei sussidi insostituibili per la ricostruzione delle fattezze dei personaggi del mondo classico e degli incitamenti ad imitarne le vitù.

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Alitalia, rischio scioperi a Natale

Ora, a minacciare la quiete degli italiani, o almeno di quelli che possono o devono spostarsi durante le feste, c’è anche il rischio di una paralisi totale del traffico aereo proprio sotto Natale: “una reazione durissima” citiamo testualmente, “che non avrà il tempo di rispettare forme, discipline e garanzie di sorta”. È la minaccia che giunge dai sindacati dei dipendenti Alitalia che vogliono essere immediatamente coinvolti nella valutazione dei due piani industriali, quello di Air France e quello di Air One. Tensione alle stelle, come ci confermano dal sindacato dei piloti. Il rischio insomma di una protesta incontrollata c’è, e risiede soprattutto nella base del personale di terra che se bloccasse il lavoro su Roma e Milano riuscirebbe di fatto a paralizzare il traffico anche di altre compagnie. Ma per Alitalia quella odierna è già una giornata campale: in mattinata vengono diffusi i valori ufficiosi delle offerte (riguardano il complessivo investimento e non le quotazioni azionarie): un solo centesimo di euro per azione da parte di Air One, 35 centesimi da Air France, in borsa la compagnia aveva aperto a 86 centesimi. Numeri che verranno smentiti, parzialmente, dalla stessa Alitalia, ma per il titolo è un tracollo, alle 11:00 viene sospeso per eccesso di ribasso, per poi venire riammesso nel pomeriggio e chiudere con una perdita del 13%, a 75 centesimi. La partita, comunque, è ancora lunga: dalla Francia è lo stesso presidente Sarkozy a far sapere che affronterà nuovamente il nodo Alitalia con Prodi, la prossima settimana a Roma.

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Prezzi alle stelle per frutta e verdura

I prezzi sono aumentati dal 10 al 20%, secondo l’allarme delle associazioni di consumatori. E se per la Confcommercio non è corretto parlare di rincari selvaggi, lanciando un allarme ingiustificato, secondo il Codacons, che ha fatto un po’ di conti dopo lo sciopero dei tir, ci sarebbero stati rincari anche del 30%. Ogni famiglia per fare la spesa avrebbe speso 20 euro in più. Meglio andare nei mercati rionali, dove si compra ancora bene. E più che la frutta sono le verdure a subire gli aumenti più consistenti. Piccole aumenti, che creano però difficoltà agli anziani che vivono con la pensione minima. Anche il presidente Prodi ieri ha stigmatizzato l’aumento selvaggio: “Se i prezzi aumentano del 30% per due giorni di stop autostradale, vuol dire che si è perso il senso della realtà” aveva detto da Bruxelles. E Coldiretti teme una nuova impennata, dovuta all’ondata di maltempo e gelo.

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Allarme clima, anche gli Usa aderiscono alla road map di Kyoto

Un applauso liberatorio ha sancito il raggiungimento dell’intesa. Gli ultimi a cedere sono stati gli americani che, dopo 13 giorni di trattative e una maratona notturna, hanno dato il via libera ad un accordo per negoziare un nuovo piano di contrasto al surriscaldamento della terra. La delegazione degli Stati Uniti, riunita a Bali insieme ai ministri dell’ambiente e ai rappresentanti di 190 paesi per la 13sima conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, ha così messo le basi per i nuovi negoziati che dovranno essere avviati “al più presto possibile e comunque non oltre il 2008″ per concludersi entro il vertice di Copenaghen del 2009 quando sarà firmato un nuovo protocollo di Kyoto, che avrà effetto dal 2012. Il documento siglato tra forti tensioni a Bali – la Casa Bianca stasera si e’ detta molto preoccupata per l’accordo – non fa alcuna menzione a limiti obbligatori sulle emissioni di gas serra ma stabilisce l’approvazione su alcune questioni chiave. In particolare prevede un appoggio tecnologico e finanziario ai paesi in via di sviluppo ma anche l’attivazione di un fondo di adattamento per aiutare i paesi più poveri che stanno già patendo gli effetti del surriscaldamento e indennizzi speciali perché tutelino il proprio patrimonio boschivo.

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