1.Sembra banale raccomandare di moderare la velocità. E invece, di questi tempi, c’è un motivo in più: si chiama “vetrone”, è una lastra di ghiaccio che talvolta si può formare all’improvviso anche quando sta solo piovendo (basta che l’asfalto sia molto freddo) ed è del
tutto imprevedibile. Andare più piano consente di avvistarlo per tempo e rallentare di conseguenza (va affrontato a passo d’uomo). Attenzione: per poterlo vedere con sufficiente anticipo è bene tenere una distanza di sicurezza più che adeguata, altrimenti si viene coperti dal veicolo che precede.2.Altro motivo per rallentare, la larghezza delle gomme, che aumenta sempre più sulle auto nuove. Tenete presente che, in caso di pioggia e a parità di tutte le altre condizioni, aumenta il rischio di aquaplaning. Quindi, non sentitevi sminuiti se vi sorpassa una vecchia utilitaria: corre di più semplicemente perché ha le gomme più strette.
3.A parte tutto, ricordate che in caso di precipitazioni di qualsiasi tipo, alcuni limiti di velocità generali si abbassano per legge: in autostrada si passa da 130 a 110 e sulle strade extraurbane principali (le superstrade a doppia carreggiata segnalate agli ingressi da cartelli uguali a quelli di “inizio autostrada”, ma su fondo blu) da 110 a 90. Quando la visibilità scende sotto i 100 metri, non è consentito superare i 50 all’ora; su qualsiasi strada.
4.“Tanto nessuno controlla”. Certo, in Italia le pattuglie sono poche e col maltempo è difficile far funzionare bene i rilevatori di velocità (soprattutto le
macchine fotografiche e le telecamere che documentano le infrazioni rilevate). Ma l’impunità non è affatto garantita. Tanto più col Tutor, le cui telecamere sono sospese su ogni corsia, quindi sono più vicine ai veicoli da riprendere. E, se siete esperti e sapete che il Tutor non si può usare col maltempo perché deve vigilare su tratti dove il limite di velocità non cambia mai (mentre con precipitazioni o scarsa visibilità scende localmente, guardate il punto precedente), non illudetevi: il sistema non rileva solo le velocità medie, quindi può essere usato anche per misurare quelle di transito in un determinato punto, esattamente come tutti gli altri apparecchi.5.Se non lo avete ancora letto da altre parti, ricordatevi che in caso di neve o ghiaccio avere la trazione integrale (su una Suv o un’auto più “normale”, non importa) non serve a molto se non ci sono anche le gomme invernali. Soprattutto in frenata. E attenzione: per essere a posto con la legge quando c’è l’obbligo di catene, basta avere gomme siglate M+S (“mud and snow”, fango e neve), ma in questa categoria ci sono anche pneumatici più adatti al fuoristrada nel deserto. Per essere sicuri di avere le gomme giuste, guardate se sul loro fianco c’è un simbolino con un cristallo di neve o se nel loro nome c’è una parola evocativa (per esempio, “winter”, cioè inverno). In situazioni davvero estreme (neve profonda con pendenze praticamente da fuoristrada), non se ne esce nemmeno con le gomme invernali e ci vogliono comunque le catene.
6.Altro caso di pericolo “a norma di legge” riguarda l’altezza residua del battistrada delle gomme: il Codice della strada si “accontenta” di 1,6 millimetri, ma per essere sicuri di non incorrere facilmente nell’aquaplaning in caso di pioggia dovete avere almeno 3 millimetri (4 con le gomme invernali).
7.Quando piove, prima di iniziare qualsiasi manovra (per esempio, un sorpasso o una svolta a sinistra), cercate di essere certi che le strisce segnaletiche per terra lo consentano. Spesso col maltempo diventano poco visibili. Nel dubbio, desistete. Anche perché oltre alle strisce non si vedono neanche le buche (che proprio con freddo, neve e pioggia si formanopiù di frequente). Infine, non è detto che tutti siano così prudenti, per cui potreste trovarveli addosso…
8.Col freddo, molti cadono ancora nella tentazione di “scaldarsi” bevendo alcolici. Ovviamente, se poi dovete guidare, non fatelo. Anche perché dopo un po’ la sensazione di caldo lascia spazio a un freddo ancora più intenso.
9.Tempo di brindisi. Se siete coscienziosi, vi fate anche i conti e dite: “Massì, bevo: tanto poi devo mettermi a guidare tra un paio d’ore e ho il tempo per smaltire”. Sbagliato: la concentrazione nel sangue dell’alcol bevuto (da cui dipendono gli effetti sulla guida e il responso di eventuali controlli cui possono sottoporvi) raggiunge il massimo proprio a due ore dall’assunzione e solo dopo comincia a scndere, peraltro molto lentamente. Per tornare a “concentrazione zero”, occorrono circa 12 ore.
Se non avete le gomme invernali, ricordatevi che ormai quelle tradizionali sono progettate per dare il meglio solo a temperature superiori a sette gradi. Sommate questo al fatto che durante le vacanze si viaggia carichi e capirete che la vostra auto non è più la stessa che siete abituati a guidare nel tragitto casa-ufficio. Anche se prima di partire l’avete fatta preparare dal meccanico e dal gommista. Quindi, pensateci due volte prima di mettervi in situazioni “impegnative” che richiedono reazioni rapide vostre e dell’auto (per esempio, il sorpasso in curva di un veicolo che temete possa tagliarvi la strada).